Bramerini sconcertante sul nuovo Piano regionale dei rifiuti. Cosa ne pensa Enrico Rossi?

Lucchesi: “Piano contraddittorio, punta ad una raccolta differenziata e contestualmente raddoppia i rifiuti bruciati” Ercolini: “L’esperienza dell’Empolese Valdelsa dimostra che Rifiuti Zero non ha bisogno di inceneritori”

“L’assessore Anna Rita Bramerini ha illustrato la bozza del nuovo Piano regionale dei rifiuti lasciando sconcertate molte realtà sociali e associative intervenute all’incontro avvenuto ieri in Palazzo Strozzi Sacrati, presidenza della Regione Toscana. La bozza presentata fa infatti scomparire «magicamente» qualsiasi effettiva riduzione dei rifiuti come invece sta avvenendo anche per inerzia a causa del trend attuale di crisi. Questa mistificazione serve, evidentemente, a giustificare il mantenimento di una fase impiantistica sovradimensionata che raddoppierebbe, passando dall’attuale 9% addirittura al 20%, la potenzialità di incenerimento. Nonostante questo il Piano prevede positivamente obiettivi di Raccolta Differenziata del 70% entro il 2021 (con un recupero del 60%). Si tratta evidentemente di una contraddizione politica tra chi difende gli interessi della filiera inceneritorista e chi ha capito la molteplice utilità della Strategia Rifiuti Zero”. Lo ha detto Fabio Lucchesi, portavoce della Campagna Legge Rifiuti Zero intervenuto ieri al confronto con l’assessore Bramerini insieme a Rossano Ercolini, vincitore del Goldman Prize 2013 e responsabile di Zero waste Europe / Zero waste Italy e del Centro Ricerca Rifiuti Zero di Capannori. Leggi il seguito di questo post »

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cecina


PRESENTATO PIANO “RIFIUTI ZERO” TOSCANA DAL CENTRO RICERCA E DALLA RETE DEI COMITATI TOSCANI

 CENTRO  RICERCA RIFIUTI ZERO DI CAPANNORI

LINEE D’INDIRIZZO PER UN PIANO TOSCANO « RIFIUTI ZERO »

legge rzUN PIANO PER AZZERARE GLI SPRECHI

 

Il presente Piano assume una visione di fondo volta a promuovere la sostenibilità e l’igiene ambientale, la riproducibilità delle risorse naturali, il valore pubblico dei beni comuni. La Regione Toscana, anche per le sue caratteristiche paesaggistiche, storiche ed artistiche, con il presente Piano assume l’obiettivo di divenire un laboratorio su scala europea che, basato sulla piena assunzione delle buone pratiche ambientali, persegua l’obiettivo di azzerare gli sprechi e i rifiuti entro il 2020.

 

COME SI FORMANO I PIANI REGIONALI

ALLA LUCE DEL DLGS 205/2010 CHE RIDEFINISCE IL 152/2006

 

Aspetti salienti di cui (tra altri) tener obbligatoriamente conto:

ARTICOLO 4 (punto 6): viene data priorità al recupero di materia rispetto al recupero di energia.

ARTICOLO 6 ( punto 1 lettera “d”): I piani regionali devono fissare obiettivi da raggiungere in termini di riutilizzo e/o preparazione per il riutilizzo

ARTICOLO 20 (che disciplina la formazione dei piani regionali):

Punto 1- comma “q”: occorre programmare piani di riduzione dei rifiuti biodegradabili da collocare in discarica;

comma “r”: occorre definire un piano di prevenzione/riduzione dei rifiuti che fissi obiettivi quantitativi

GLI SCENARI ATTUALI

DATI STORICI PRODUZIONE RIFIUTI IN TOSCANA

● 2006 2.562.374 t 704 Kg/anno

● 2009 2.474.299 t 663 Kg/anno

● 2011 2.370.000 t 630 Kg/anno

● 2012 2.252.697 t 614 Kg/anno

 – 90 Kg/anno = -12,7%

 

 

 GLI OBIETTIVI DEL PIANO RIFIUTI

 

In linea con gli obiettivi generali il presente Piano persegue gli obiettivi di massimizzare i recuperi di beni e prodotti e di materiali puntando a minimizzare gli smaltimenti perseguendone l’azzeramento entro l’orizzonte temporale del 2020.

Per questo scopo prioritario del Piano è quello di estendere ed applicare su tutto il territorio regionale le buone pratiche e le “eccellenze” nella gestione dei materiali di scarto e dei rifiuti già in corso di attuazione in aree importanti della Toscana.

Esse riguardano la riduzione dei rifiuti, la riparazione ed il riutilizzo di beni e prodotti di “seconda mano”, il riciclaggio finalizzato al recupero di materia ed il compostaggio derivante da frazione organiche pulite.

I sistemi di raccolta che vengono incentivati con il presente Piano sono quelli porta a porta in grado non solo di intercettare elevate quantità di materiali ma soprattutto di garantirne una qualità merceologica idonea alle successive fasi di compostaggio e di riciclaggio. Pertanto il presente Piano favorisce il passaggio dai sistemi stradali di raccolta a sistemi puntuali di raccolta e di tariffazione.

 

IL PIANO REGIONALE DI RIDUZIONE DEI RIFIUTI

 

In ottemperanza alle normative europee e nazionali il presente Piano persegue l’obiettivo prioritario di prevenire e ridurre la produzione di rifiuti attraverso un Piano specifico qui definito negli obiettivi percentuali e riferiti alla produzione dei rifiuti del 2012 e in un elenco non esaustivo di attività. I risultati del Piano di Riduzione Rifiuti verranno annualmente verificati da un Comitato Tecnico Scientifico (CTS) istituito dalla Giunta Regionale inclusivo anche di almeno un rappresentante dell’associazionismo. Tale CTS pubblicherà un report annuale relativo alle prestazioni di riduzione da parte di ogni singolo comune per verificarne il raggiungimento degli obiettivi di prevenzione/riduzione qui sotto indicati. Il mancato raggiungimento degli obiettivi di prevenzione/riduzione comporterà un aggravio del 20% dei costi di smaltimento.

L’obiettivo di prevenzione/ riduzione da raggiungere in modo progressivo entro il 2017 è del 15% assumendo quale riferimento la produzione rifiuti del 2012. Il “coefficiente annuale di riduzione” è da ritenersi pertanto 3,75% (derivante dalla suddivisione annuale del 15%) che dovrà essere raggiunto a partire dal 2014 e confermato per gli anni successivi.

Nel caso di comuni che oltrepassano tale coefficiente già dal primo anno ma non specificatamente negli anni successivi verrà comunque considerato il risultato sommatorio e diviso per il numero di anni considerati.

Segue elenco ed obiettivi di attività di prevenzione/riduzione:

 

PIANO REGIONALE DI RIDUZIONE:

OBIETTIVI PERCENTUALI E ATTIVITA’* ENTRO IL 2017

 

 

PASSAGGIO DAL SISTEMA DI RACCOLTA STRADALE A QUELLO PORTA A PORTA (più isole ecologiche) E REVISIONE DEL SISTEMA DI ASSIMILAZIONE

– 11%

PROGETTI “LAST MINUTE MARKET” E CONTRO LO SPRECO ALIMENTARE NELLE MENSE PUBBLICHE E RISTORANTI

 

– 0,2%**

AUTOCOMPOSTAGGIO FAMIGLIARE E DI CONDOMINIO E DOTAZIONE DEI COMPOSTER COLLETTIVI AI RISTORATORI

– 1%**

 

ELIMINAZIONE DELL’USA E GETTA NELLE MENSE SCOLASTICHE E PUBBLICHE (DEGLI ENTI PUBBLICI) NONCHE’ DA

FESTE, SAGRE E MARCE PODISTICHE

– 0,1%

INTRODUZIONE DEI PANNOLINI LAVABILI

– 1%

REALIZZAZIONE DI CENTRI PER LA RIPARAZIONE E IL RIUSO-RIUTILIZZO E PROMOZIONE DI MERCATINI DELL’USATO

– 0,5%

ACCORDI VOLONTARI CON CATEGORIE COMMERCIALI E CON LA GDO PER L’ACQUISTO DA SISTEMI DI RICARICA

– 0,2%

DIFFUSIONE DI PROGETTI DI ACQUA DI FONTANA, DI LATTE ALA SPINA, DI DESPENCER IN UFFICI PER BEVANDE

– 0,1%

REALIZZAZIONE DEL PROGETTO “SOGGIORNO ED OSPITALITA’ A RIFIUTI ZERO” PER HOTEL, B&B, PENSIONI***

– 0,2%

INTRODUZIONE DI SISTEMI DI TARIFFAZIONE PUNTUALI

-1%

 

TOTALE…………………………….. 15,3% DI RIDUZIONE AL 2017

* L’anno di riferimento è da considerarsi il 2012 ** 1%= 2.250 t/anno; 0,10=225 t/anno

*** Vedi i dati relativi alla esperienza dell’Hotel Royal di Napoli consolidati dal 2008

 

 

IL PIANO DI RACCOLTA DIFFERENZIATA

 

I comuni dovranno dotarsi di Piani Comunali per la Raccolta Differenziatache raggiungano almeno il 70% di intercettazione dei materiali di scarto tendendo al 75% entro il 2017. Ciò significa gli obiettivi da raggiungere entro l’orizzonte temporale di cui sopra devono prevedere ulteriori sviluppi considerando per le fasi di trattamento/smaltimento soluzioni impiantistiche  non concorrenziali al pieno sviluppo delle RD. In particolare ed in questo senso con il presente Piano si attua una moratoria sulla costruzione di nuovi impianti di incenerimento con recupero di energia prevedendo una graduale dismissione degli impianti esistenti entro e non oltre il 2017.

Per quanto riguarda il ricorso alle discariche esso dovrà avvenire inviandovi solo rifiuti biodegradabili pretrattati e stabilizzati in modo tale da minimizzare in pericolosità ed in quantità i flussi residuali da smaltire preservando cosi’ il più a lungo possibile le volumetrie esistenti.

Per favorire il massimo sviluppo delle RD finalizzate al recupero di materia il presente Piano indica nel sistema porta a porta il volano principale. Al fine di raccogliere materiali di buona qualità merceologica vengono incentivati sistemi di raccolta “selettiva” o “monomateriale” anzichè “congiunta” o “multimateriale”. Tali modalità devono essere integrate con isole ecologiche e centri di riparazione e di preparazione per il riutilizzo. A questo proposito tutti i comuni con un numero superiore a 20.000 abitanti dovranno dotarsi di tali strutture mentre i comuni più piccoli possono consorziarsi per lo scopo.

Il presente Piano al fine di favorire anche lo sviluppo di imprenditoria e di posti di lavoro locali derivanti dall’attuazione delle attività di cui sopra stanzia annualmente la somma di…provenienti dal Fondo di Rotazione.

 

LA FILIERA DEL RICICLO

 

Al fine di dotare il sistema di raccolta diferenziata di uno sbocco costante che valorizzi anche economicamente i materiali selezionati garantendone al contempo la costante ricollocazione nei cicli produttivi dovrà essere realizzato e rafforzato un adeguato sistema impiantistico. Pertanto anche allo scopo di ridurre la movimentazione dei materiali raccolti dovranno essere messe a punto adeguate soluzioni impiantistiche nei diversi ATO della Toscana tendendo ad integrarli con le realtà di distretto produttivo realizzando cosi’ “sistemi di piattaforme” il più possibile prossime agli utilizzatori dei materiali riciclati.

 

LA FILIERA DEL COMPOSTAGGIO

 

La raccolta porta a porta della frazione organica deve presupporre un’offerta impiantistica di compostaggio adeguata a trattare tutto il materiale raccolto. Talle impiantistica deve anche risultare il più possibile baricentrica alle aree di utilizzo.

In questo senso Il presente Piano prevede un rafforzamento del numero di impianti esistenti includendo anche impianti di Digestione Anaerobica della FORSU integrati con sistemi di maturazione anaerobica del digestato. La taglia di tali impianti in linea di massima non deve essere inferiore alle 50.000 tonnellate/anno di potenziale trattamento anche se motivatamente possono essere prese in considerazione deroghe funzionali. Al fine di favorire la totale collocazione del compost prodotto si prevede la realizzazione di un sistema di incentivazione all’interno del Piano di Sviluppo Rurale Regionale per quelle imprese agricole che utilizzano ammendanti provenienti dalla sola frazione organica da RSU (FORSU). Si prevede anche che ai sensi dei cosidetti “acquisti verdi” una quota percentuale del compost prodotto venga regolarmente impiegata nelle aree pubbliche verdi dei comuni. A tal proposito il Comitato Tecnico Scientifico per la prevenzione/ riduzione dei rifiuti svolgerà funzione di verifica anche per quanto riguarda la partecipazione attiva dei comuni a questo processo di collocazione del compost prodotto a km zero. Il suddetto organismo svolgerà analoga funzione anche nella collocazione di materiali e manufatti provenienti da riciclo di cui al punto precedente.

Infine, allo scopo di promuovere l’utilizzo del compost di qualità a partire da contesti di prossimità viene istituiti un apposito organismo che non solo ha il compito di certificare la qualità del compost prodotto ma anche quello di promuoverne la vendita e comunque la corretta collocazione. Tale organismo viene costituito dall’Agenzia Regionale Recupero e Risorse (ARR) e deve obbligatoriamente prevedere il coinvolgimento di rappresentanti di almeno una delle facoltà universitarie  di agraria dislocate sul territorio regionale e delle principali associazioni di categoria degli agricoltori.

 

TRATTAMENTO/SMALTIMENTO:

FASE RESIDUALE E SPECIFICA IMPIANTISTICA

 

L’attuazione delle buone pratiche di prevenzione/riduzione/riutilizzo/riciclo/compostaggio hanno lo scopo di rendere effettivamente residuale le fasi di trattamento/smaltimento dei Rifiuti Urbani Residui (RUR) ed esse stesse devono avvenire puntando a ridurre ulteriormente i conferimenti (che obbligatoriamente devono subire un processo di pretrattamento/stabilizzazione) in discarica. I nuovi impianti di trattamento meccanico biologico (TMB)  devono quindi essere progettati per massimizzare i recuperi di materiali ancora contenuti nei RUR prevedendo la realizzazione delle migliori tecniche volte anche produrre beni e prodotti derivanti da plastiche miste (contenute nei sopravagli) ottenibili attraverso processi di estrusione e stampaggio. Compito di tale impiantistica è anche quello di non porsi in competizione con le altre attività del sistema di gestione dei rifiuti poste a monte finalizzate a ridurre-azzerare i trattamenti/smaltimenti con le quali, anzi, proprio per la flessibilità che deve caratterizzare  tali processi tenderà  sempre più ad integrarsi. Massimizzare i recuperi di materia rispetto ad altre forme di recupero e ridurre drasticamente i conferimenti in discarica è infine lo scopo di tale impiantistica volto ad allungare il ciclo di vita delle discariche esistenti per una loro gestione in sicurezza e senza la previsione di realizzarne ampliamenti e/o la realizzazione di nuove.

 

SCENARIO  FABBISOGNO DI TRATTAMENTO/SMALTIMENTO

CON RD AD UN MINIMO DEL 70%

 

Rifiuti prodotti in Toscana nel 2012: 2.252.987 T/anno

            Considerando un obiettivo di riduzione di almeno il 15% entro il 2017: 337.948 T/anno

 

 

A FASE SUCCESSIVA                                            1.915.039 T/anno

 

RIFIUTI INTERCETTATI DA RD                               1.340.000 T/anno

 

 

                         A TRATTAMENTO/                                                        575.039 T/anno

DA RECUPERI CON STABILIZZAZIONE                    344.000 T/anno

 

                      A DISCARICA                                                            231.039 T/anno

(250.000 t. considerando gli scarti di processo)

 

Alla luce della volumetrie residue di discariche esistenti superiori a 4.500.000 tonnellate (senza considerarne ampliamenti ) il sistema di smaltimento consente un’autonomia di circa 18 anni (cioè oltre il 2030).

Con RD al 75% le discariche garantiscono autosufficienza fino al 2035. Anche in questo caso senza ricorrere ad ampliamenti dei siti esistenti e/o a realizzare nuove discariche.

 

 

 

ISTITUZIONE DEI CENTRI DI RICERCA SUI RUR

 

I RUR dovranno essere resi ben visibili e oggetto di studio al fine di ridurli anche al fine di coinvolgere la Responsabilita’ Estesa dei Produttori (REP) e favorire nuove forme sostenibili di progettazione industriale e di ecodesign di prodotti ed imballaggi per garantirne un più lungo ciclo di vita e comunque riciclabilità e/o compostabilità.

Per questo scopo vengono istituiti almeno tre (uno per ATO) Centri di Ricerca e di Riprogettazione sulla Frazione Residua che promossi da ARR coinvolgano docenti universitari, categorie economiche e centri di servizio alle imprese, CONAI ed almeno un esperto indicato dalle associazioni impegnate a promuovere le buone pratiche “verso Rifiuti Zero”. Tali Centri devono prioritariamente ubicati a fronte degli impianti di trattamento/smaltimento con il compito di monitorare e studiare le caratteristiche  della frazione residua al fine di ridurla ulteriormente. Tale attività si connette quindi a pieno titolo con le finalità del CTS di cui sopra. Il report annuale sulla prevenzione/riduzione dei rifiuti dovrà, quindi, riguardare la descrizione delle attività dei suddetti Centri che potranno svolgere sia in modo diretto che indiretto campagne mirate e casi studio.

 


legge rzforum acquacomitato no tav

image 4SOS GEOTERMIA

CAMBIAMO MUSICA PER UNA

TOSCANA DEL FUTURO!

NELL’AMBITO DELL’INCONTRO NAZIONALE DI COMITATI E MOVIMENTI AL CAMPEGGIO SUL MONTE AMIATA “LA LEVA DI ARCHIMEDE”

SABATO 13 LUGLIO 2013

ORE 14,OO Riunione “Verso una vertenza comune in Toscana”

AL CAMPEGGIO in Località Aiuole

(sulla strada tra Santa Fiora e Arcidosso)

I nostri Movimenti hanno avuto modo d’incontrarsi al Presidio organizzato lo scorso 28 giugno a Firenze sotto la sede della Presidenza della Regione Toscana. In quella sede abbiamo chiesto una serie di Cambiamenti Radicali nella politica della Regione Toscana:

RIFIUTI ZERO:Vogliamo realizzare un vero PIANO RIFIUTI ZERO senza nuovi impianti di incenerimento (a cominciare da quello di Case Passerini) e programmando la chiusura dei vecchi impianti a favore di una filiera del recupero, del riciclaggio, della riduzione dei rifiuti così come “auspicato” dalla stessa Regione Toscana. Dobbiamo, inoltre, costringere le imprese a “guardare al futuro” cambiando un modello di produzione che moltiplica i rifiuti spesso non riciclabili!

GRANDI OPERE: In Toscana ci opponiamo perciò, ad esempio, AL TUNNEL TAV, AL RIGASSIFICATORE DI LIVORNO, ALLA REALIZZAZIONE DELLA NUOVA CORSIA DELL’A11, AL PROGETTO DEGLI ASSI VIARI ANAS NELLA PIANA DI LUCCA A FAVORE DI UNA MOBILITA’ ALTERNATIVA E DI UNA VIVIBILITA’ DELLE CITTA’, COSI’ COME ALLE MODALITÀ DI COSTRUZIONE DI NUOVI OSPEDALI. ESISTONO SEMPRE PROPOSTE ALTERNATIVE UTILI ALLA COLLETTIVITÀ.

ACQUA E BENI COMUNi: Continuiamo a chiedere al presidente della regione Enrico Rossi l’apertura di un tavolo di discussione sulla ripubblicizzazione del servizio idrico al fine di arrivare a un nuovo modello di gestione partecipato in rispetto della volontà democraticamente espressa dalla maggioranza dei cittadini Toscani due anni fa, cominciando a ragionare sul gestore GAIA SpA, unica azienda toscana a capitale interamente pubblico.

GEOTERMIA MONTE AMIATA: La geotermia è presente sull’Amiata dalla fine degli anni ’50.Oggi esistono tre impianti nel comune di Piancastagnaio (in atto un piano di riassetto – sviluppo per una potenza di 60 MW) e uno nel comune di Santa Fiora (Bagnore 3- 20 MW), dove è stato recentemente installato il cantiere di Bagnore 4 (40 MW). I comuni amiatini bloccarono il piano di sviluppo “ENEL 2000”, che prevedeva la realizzazione di 22 centrali. Nel 2007 con un protocollo di intesa sottoscritto da ENEL, Regione e dagli enti locali (con la eccezione di Abbadia San Salvatore) cambiano linea politica e si autorizza un aumento della produzione. Con il nuovo Protocollo tra Regione ed Enel del 2 maggio 2013, si apre definitivamente ad ogni tipo di geotermia. Beffardamente la Regione afferma che nelle due zone vive ‘solo’ l’1,2 % della popolazione toscana. L’Amiata è un antico vulcano. In virtù della sua natura geologica, i vapori geotermici che l’Enel utilizza per la produzione di energia elettrica, trascinano grandissime quantità di sostanze inquinanti che hanno compromesso aria, acqua, territorio e salute delle popolazioni.  Criticità. Salute: eccesso di mortalità (più 13%) e patologie nei comuni geotermici, rispetto ai limitrofi o a quelli toscani (ARS Toscana). Acqua: la geotermia consuma acqua potabile (dagli anni settanta si sono perduti duecento miliardi di litri) e la inquina (arsenico). Aria: vengono immesse in atmosfera notevoli quantitativi di sostanze tossicologiche – idrogeno solforato (H2S), ammoniaca (NH3), metano (CH4), radon, boro (B), antimonio, arsenico (As) e mercurio (Hg) – nonché anidride carbonica. È causa di terremoti e subsidenza. Sos Geotermia chiede la moratoria immediata di ogni attività geotermica.

UN NUOVO MODELLO DI SVILUPPO:Urge cambiare per recuperare felicità, dignità, inclusione sociale e lavorativa. Per recuperare salute, aria sana  e acqua pulita. Le strade sono quella del consumo responsabile, dell’economia locale, dei rifiuti zero, dell’economia solidale, della produzione sostenibile, della città conviviale, della gestione pubblica dei servizi fondamentali, della riduzione dell’orario di lavoro, del fisco equo, del reddito di cittadinanza. Scelte possibili, che creano lavoro, che migliorano la qualità della nostra vita, che garantiscono un futuro ai nostri giovani. Questo è il nuovo modello di sviluppo che dobbiamo creare. Non domani, ma subito, perché la nostra felicità non può attendere.

VOGLIAMO RINCONTRARCI AL CAMPEGGIO ORGANIZZATO SUL MONTE AMIATA PER CAPIRE SE QUESTI OBIETTIVI POSSONO ESSERE ARTICOLATI IN UNA “PIATTAFORMA POLITICA” DA PORTARE AVANTI LOCALMENTE E REGIONALMENTE NEL PROSSIMO ANNO.

CAMBIARE ORA SI PUO’!

Coordinamento Toscano dei Comitati Popolari per la Legge Rifiuti Zero

Forum Toscano dei Movimenti per l’Acqua

Forum Contro le Grandi Opere Inutile e Imposte

Centro Nuovo Modello di Sviluppo di Vecchiano

Programma Campeggio Amiata


Rifiuti zero, ecco le tappe per un Piano regionale senza inceneritori

Si è svolto ieri pomeriggio a Capannori presso la sede del Centro Ricerca Rifiuti Zero una prima riunione aperta per discutere dei criteri generali ed entrare nel merito delle possibili cifre di un Piano Rifiuti Zero per la Toscana. La riunione si è occupata principalmente dei criteri generali del Piano, della questione della riduzione dei rifiuti e dei «numeri» che permetterebbero senz’altro (è possibile anticiparlo fin d’ora) di gestire il futuro Piano Toscana senza ricorrere ai 4 inceneritori richiesti dal Presidente di Cispel De Girolamo (Arezzo, Firenze, Pisa e Livorno).

L’illustrazione dei criteri generali e dei numeri del Piano Alternativo è stata fatta da Rossano Ercolini, direttore del Centro Ricerca Rifiuti Zero di Capannori e presidente di Zero Waste Europe, mentre un primo «focus» di approfondimento sul problema della gestione dei rifiuti organici e degli impianti di compostaggio è stato tenuto dal dott. Antonio Di Giovanni dell’Università di Firenze. La discussione aperta alla fine dell’illustrazione ha visto la partecipazione e gli interventi, tra gli altri, di Fabio Lucchesi, Coordinatore Toscano dei Comitati Popolari per la Legge Rifiuti Zero, e di Fabrizio Bertini dei Comitati Pistoiesi e del Coordinamento dei Comitati dell’ATO centro. Leggi il seguito di questo post »


Successo per il “No burn day” toscano

SUCCESSO PER IL NO-BURN DAY TOSCANO
NON BRUCIAMOCI LA TOSCANA, NON SEPPELLIAMO IL NOSTRO FUTURO
SI’ AD UNA TOSCANA DEL RICICLO, ALL’AVANGUARDIA IN EUROPA

Si è conclusa in maniera largamente positiva la “tre-giorni” di mobilitazione del Coordinamento dei Comitati Toscani per la Legge d’Iniziativa Popolare “Rifiuti Zero”. Le iniziative si sono svolte in tutto il territorio toscano anche in coincidenza del Terzo “Firma Day” nazionale, con il preciso scopo di chiedere alla Regione Toscana un nuovo Piano Rifiuti effettivamente aperto a Rifiuti Zero come promesso dal Governatore Rossi all’inizio di maggio. Il Movimento Rifiuti Zero ha scelto di “diffondere” le proprie iniziative in tutte e 3 le ATO in cui è suddiviso il territorio della Toscana per favorire la mobilitazione delle decine di Comitati Popolari per la Legge Rifiuti Zero che si sono aggregati nel giro degli ultimi 3 mesi. Così le iniziative hanno assunto caratteri assai diversi a seconda della loro collocazione e degli specifici problemi posti dalle situazioni locali Di fatto alcune iniziative programmate dai comitati locali, per esigenze di organizzazione si espanderanno addirittura fino all’inizio di settembre, accompagnando tutto il periodo di raccolta delle firme per la Legge Rifiuti Zero. Leggi il seguito di questo post »


28 giugno, presidio per una Toscana capace di futuro. L’appello a Enrico Rossi

rossiCoordinamento Toscano dei Comitati Popolari per la Legge Rifiuti Zero | Forum Toscano dei Movimenti per l’Acqua | Forum Contro le Grandi Opere Inutili e Imposte | Centro Nuovo Modello di Sviluppo di Vecchiano (PI)

Venerdì 28 giugno, dalle ore 10.00 alle 12.30 Presidio per una Toscana capace di futuro. L’appello a Enrico Rossi
Piazza Duomo 10 a Firenze, sede della presidenza della Regione Toscana

Facciamo sentire la nostra voce per chiedere di cambiare subito! Leggi il seguito di questo post »